Il MELONE MANTOVANO IGP la dolcezza nasce dalla terra

Pur essendosi consolidata come produzione estesa su un territorio di circa 2000 ettari soprattutto negli ultimi decenni, la coltivazione del melone nel territorio interessato risale almeno al XV e XVI secolo, come testimoniano documenti reperibili negli archivi dei Gonzaga di Mantova. La storia del Melone Mantovano IGP racconta anche la capacità di cooperazione dei produttori del territorio, con la costituzione delle prime associazioni già negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso.
I terreni di coltura del Melone Mantovano IGP sono profondi e permeabili, particolarmente adatti a favorire il regolare afflusso d’acqua durante l’irrigazione e la facile penetrazione dell’impianto radicale della pianta. Questo fattore è determinante nel definire le peculiari qualità dei frutti, come l’alto contenuto zuccherino ≥ a 12° Brix, e la significativa quantità di sali minerali e potassio, generalmente superiore a quella riscontrata in altre zone di coltivazione del melone.
Il Melone Mantovano IGP si conserva in luoghi freschi ed asciutti, ma è bene evitare di conservarlo a temperature inferiori ai 5°C in quanto lo sbalzo termico può influenzare negativamente la consistenza della polpa. Oltre che come frutta fresca, o nel classico abbinamento con il prosciutto crudo, può essere utilizzato in cucina per la preparazione di primi piatti come gli "gnocchetti al pesto di Melone Mantovano IGP", per ricette più originali come il "gazpacho di Melone Mantovano IGP, schiuma di gorgonzola e gamberi", ma anche come ingrediente del "meloncino", fresco liquore al Melone Mantovano IGP e peperoncino.